L’errore fatale del “gomitolo”
Siamo onesti: quando si smonta l’albero la voglia è poca e la tentazione di appallottolare la catena luminosa e lanciarla nella scatola è forte. Tuttavia, le catene moderne, spesso lunghe decine di metri e piene di ramificazioni (minilucciole), tendono ad annodarsi da sole a causa della “memoria” della plastica dei cavi. Buttare tutto alla rinfusa non solo garantisce un’ora di frustrazione il prossimo dicembre, ma rischia di danneggiare i sottilissimi fili di rame interni: tirando per sciogliere i nodi, si creano micro-fratture che porteranno al malfunzionamento di intere sezioni della catena.
Il trucco del cartone: semplice, gratuito ed efficace
La soluzione migliore è a costo zero: basta recuperare un pezzo di cartone rigido (come il lato di uno scatolone di una spedizione). Ritaglia un rettangolo e pratica due piccole incisure a forma di “V” sui lati opposti. Inserisci la spina iniziale in una delle fessure per bloccarla e inizia ad avvolgere la catena ordinatamente attorno al cartone, senza sovrapporre troppo i fili. Arrivato alla fine, blocca l’ultimo tratto nella seconda fessura. Questo metodo mantiene la catena piatta, occupa pochissimo spazio e, soprattutto, ti permette di scriverci sopra con un pennarello informazioni utili (es. “Luci Calde – 10 metri – Esterno”).
L’alternativa “da armadio” e la regola della tensione
Se non hai cartone a portata di mano, una gruccia appendiabiti di plastica è un’ottima alternativa: avvolgi le luci attorno alla struttura triangolare e appendila direttamente in un ripostiglio o adagiala nella scatola. Qualunque metodo tu scelga, la regola d’oro è non stringere mai troppo. Avvolgere il cavo con troppa forza attorno agli angoli (del cartone o della gruccia) crea stress meccanico sui punti di saldatura dei LED. Lascia il cavo morbido: le luci ti ringrazieranno durando molto più a lungo, al riparo da ossidazione e falsi contatti.

